Le origini del Festival

Presentazione

Il Festival Printemps des Arts de Monte-Carlo

Il festival Primavera delle Arti di Monte-Carlo, creato nel 1970 su iniziativa della Princessa Grace di Monaco, è presieduto dal 1984 da S.A.R. la Principessa di Hanovre. Era diretto all’origine da Antoine Battaini, Direttore degli Affari Culturali del Principato, assistito da Tibor Katona, ex-direttore d’orchestra dell’Orchestra di Monte-Carlo e consigliere artistico per questo nuovo festival.

Più di 30 anni dopo, l’avventura continua!

Nel 1985, la seconda edizione del Festival è di nuovo annunciata con una conferenza stampa a Parigi in presenza della princessa Carolina, questa volta da Ledoyen sui Champs-Élysées. Due nuovi settori artistici sono associati: il teatro ed il cinema. L’OPMC organizza tre serate tra cui un concerto consacrato a Tchaîkovski con Daniel Barenboïm. Seguono nel 1986, Deller Consort, Maria-Joao Pires, Piero Capuccilli, il Quartetto Talich… e Nathan Milstein (la leggendaria violonista di 82 anni). Nel 1987, la Primavera applaude Margaret Price, Alicia de Larrocha, e programma, su diversi anni, una serie di opere barocche più o meno inedite. Così scopriamo nel 1987 i Cinesi di Glück, sotto la direzione di René Jacobs, il Pittore parigino di Cimarosa nel 1988, Alceste di Glück nel 1989, Flavio di Haendel nel 1989, Mithridate, durante l’« anno Mozart » 1991, Montezuma di Vivaldi nel 1992, Orfeo di Fernando Bertoni nel 1993. Anno dopo anno, i cartelloni della Primavera delle Arti restano prestigiosi: Yehudi Menuhin, Jean-Pierre Rampal, Marielle Nordmann, Renata Scotto, Montserrat Caballé, Nikita Magaloff, Lazar Berman, il Quartetto Julliard, Shirley Verret, Yo-Yo Ma, Mstislav Rostropovitch, Murray Perraia, Vladimir Ashkenazy, Anne-Solphie Mutter, Radu Lupu. Fu una serie di serate stellate! Come dimenticare quella sera quando Katia Ricciarelli, al sommo della gloria, ci portὸ sulle ali del suo canto? O quella quando Dietrich Fisher Diskau, maestro rispettato tra tutti, parve ricevere un’ispirazione divina? Luciano Pavarotti si produsse nel 1993, ospitato al Métropole mentre… Michaël Jackson, venuto per un festival televisivo, si trovava all’Hôtel de Paris. I fans dell’uno e dell’autro rivaleggiavano gridando sotto le loro finestre, con una potenza vocale inversamente proporzionale a quella del loro idolo. Alla Primavera delle Arti, assistemmo agli esordi di solisti come Vadim Repin o Maxim Vengerov o ancora Cecilia Bartoli. Sconvolgente scoperta nel 1989 del baritono Thomas Qasthoff, corpo ferito e talento incredibile. Da allora, questo eroe della vita e della scena, fa prodigi sui grandi palcoscenici. E scoprimmo anche nel 1999, Ivo Pogorelitch il pianista yougoslavo alla fascinante personalità che aveva fatto demissionare Martha Argerich dalla giuria del concorso Chopin di Varsavia dove era candidato.

La Primavera delle Arti non si limitὸ ad invitare dei solisti. Accolse anche delle orchestre: la Filarmonica di Los Angeles diretta da Andre Previn nel 1987, la Sinfonica di Berlino diretta da Riccardo Chailly nel 1988, la Filarmonica ceca diretta da Vaclav Neumann nel 1990, la Filarmonica di Londra diretta da Lorin Maazel nel 1997. Alla serie delle opere barocche succedettero le creazioni d’opera contemporanee. Dorian Gray di Lowell Liebermann nel 1996, tratto dall’opera sull’omosessualità d’Oscar Wilde (il pronipote dello scrittore era presente in sala), Stagioni in inferno di Marius Constant nel 1999, Cecilia di Charles Chaynes nel 2000. Alcuni anni anche il teatro trovὸ spazio alla Primavera. E applaudimmo Pierre Dux e Denise Gence in Le Sedie d’Ionesco (1989), Geneviève Casile nel 1996, Laurent Terzieff nel 1997, il duo Michel Bouquet-Claude Brasseur in uno struggente scontro immaginario tra il direttore d’orchestra Fürtwangler e un direttore S.S. nel 2001. Nel 1989, su incitazione della galleria newyorkese Marisa del Re, anche le belle arti furono invitate al festival. Nel 1999, il Principato fu invaso dalle forme pronunciate delle statue di Bottero. Rainier Rocchi, direttore della Cultura nel Principato, succede ad Antoine Battaini nel 2000, si ha allora un’apertura al modernismo. La Filarmonica di Monte-Carlo sotto la direzione di Marek Janowski regalὸ per due anni di seguito dei memorabili concerti consacrati a Messiaen; accompagnὸ anche la proiezione del film Napoleone d’Abel Gance. Nel 2001 il futuro della nuova Primavera delle Arti era fissato dalla venuta di Marc Monnet, che si era dato come obiettivo di conquistare un nuovo pubblico, in particolare i giovani. A questo fine, abolì le frontiere tra i repertori musicali e le epoche proponendo dei « fili rossi » per seguire la manifestazione nella sua integrità. Nel 2003, l’apertura della Primavera si fece con dei musicisti di caccia con cani sulla piazza del Palazzo; nel 2004, con una fanfara di strada; nel 2006, con un suonatore di carillon. La Primavera è penetrata in luogi inediti (il Museo oceanografico, Sportings d’estate e d’inverno, il Grande Cabaret), e si è addirittura invitata nelle case degli spettatori – con dei « concerti a domicilio ».

Fondammo inoltre i « concerti sorpresa » il cui concetto era semplice: il pubblico non sapeva nè cosa avrebbe ascoltato nè come rendersi sui luoghi dei concerti. Nel 2004 fu in pulmann, tra Nizza e Mentone, nel 2005 in treno a vapore fino a Cannes. Notiamo pure l’arrivo storico di Pierre Boulez che dirige l’Insieme Intercontemporaneo allo Sporting nel 2006. Quest’ultimi anni il festival ha invitato Mauricio Kagel a presentare 2 brani nel 2007; François-Frédéric Guy ha suonato l’integrale delle suonate di Beethoven nel 2008; abbiamo riunito i più grandi violoncellisti per una notte del violoncello nel 2009 ed una notte alternativa al Parcheggio dei Pescatori si è conclusa con una sfilata di moda messa in musica nel 2010.  Nel 2011 il festival si è tenuto durante 4 fine settimana e ha accolto i dervisci rotanti ma anche l’orchestra della SWR Sinfonieorchester Baden-Baden und Freiburg. Nel 2012, il festival ha invitato le più grandi orchestre d’Europa: London Symphony Orchestra, Tonhalle Orchester Zürich, Sächsische Staatskapelle Dresden per suonare le sinfonie di Bruckner e, nel 2013, il festival ha ricevuto tra gli altri il Ballet Royal di Cambogia, l’orchestra sinfonica kimbanguista e l’orchestra del Teatro Mariinsky diretta da Valery Gergiev. Nel 2014, il festival ha festeggiato i suoi trent’anni d’avventure culturali, trenta stagioni della Primavera delle Arti tranne una: l’anno 2005 quando il festival fu sospeso in occasione della morte del Principe Ranieri III. La Primavera, il Principato, il mondo piansero il loro « Principe costruttore ».

LL.AA.SS. il Principe Alberto e la Princessa Carolina continuano a difendere la vitalità culturale del Principato.